Paragone (Italexit): Conte è pericoloso – intervista Sputnik Italia

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l M5S è diventato una “fake politica” e Giuseppe Conte è un premier “pericoloso” che ha svuotato governo e Parlamento dei propri poteri, approfittando della “debolezza” di “un’Italia impaurita”. Così Gianluigi Paragone, giornalista, senatore e fondatore del partito Italexit, commenta con Sputnik Italia il voto di ieri sulla riforma del Mes.

Altro che Mes. Per uscire dalla crisi prodotta dal Covid le banche centrali devono tornare ad emettere moneta. È la ricetta di Gianluigi Paragone, giornalista e senatore, che dopo essere stato espulso dal Movimento 5 Stelle ha fondato Italexit. Nel nome del partito c’è già tutto il programma: dire addio all’Ue e all’euro e recuperare la sovranità monetaria.

“Mentre qui si parla di fantamiliardi, in Giappone hanno varato un nuovo piano di stimolo economico pari a 580miliardi di euro”, dice a Sputnik Italia negli uffici del Senato, all’indomani del voto sulla riforma del fondo salva-Stati. Un passaggio non semplice, preceduto da polemiche interne alla maggioranza e al Movimento 5 Stelle.

– Che fine faranno i suoi ex colleghi di partito che hanno votato no, contravvenendo alle indicazioni dei vertici del Movimento?

– Non saprei, le sanzioni nel Movimento sono variabili, non c’è un vero e proprio regolamento. E poi si sa, le regole con gli amici si interpretano e con i nemici si applicano, no? Basta guardare al caso di Giulia Sarti o a quello di Dino Giarrusso. Un conto è dirlo prima per tentare di impaurirli, un altro è farlo adesso con il gruppo che è già abbastanza stressato.

– Pensa che qualcuno dopo lo strappo di ieri lascerà il M5S?

– Chi ha votato no ha votato in perfetta aderenza con il programma e le battaglie del Movimento, è tutto il resto del Movimento che si è appiccicato alla poltrona. Dopo il voto di ieri i Cinque Stelle si confermano una truffa, una fake politica. Ormai il Movimento è un junior partner del Pd e non credo avrà più alcun impatto sull’elettorato.

– Lei ha votato no alla riforma del Mes, perché?

– Perché in Europa non sono i cittadini ad essere sovrani ma i mercati. L’Unione europea è interamente costruita su questo glossario e su questa architettura finanziaria. Se c’è una pandemia che blocca tutto nessun altro soggetto all’infuori dello Stato può mettere i soldi per ripartire.

– Qual è la vostra ricetta?

– Spesa pubblica illimitata. La banca centrale italiana deve emettere moneta. E quando tutti gli Stati emetteranno moneta dovranno sedersi attorno ad un tavolo ed elidere il debito pubblico. Visto che è lo Stato che ha bloccato l’economia del suo Paese perché voleva proteggere i cittadini, sarà lo Stato a fare ripartire la sua comunità. Ci vuole un “giubileo fiscale”, altrimenti i problemi di oggi ce li porteremo dietro per anni.

– Dell’idea di introdurre una patrimoniale cosa ne pensa?

– È una stupidaggine detta nel momento sbagliato. Ma poi chi è questa grande platea di ricchissimi che pagherebbe le tasse in Italia? I super ricchi che hanno finanziato la sinistra per pulirsi la coscienza sono i primi che pagano le tasse in Olanda o in Lussemburgo.

– Conte rischia davvero o chi minaccia di farlo crollare sta bluffando?

– La legislatura durerà fino alla fine, il governo potrebbe anche non durare. Dipende dalla coerenza di Matteo Renzi. Ieri il suo è stato un discorso con una visione politica. Bisognerà capire se passerà da potenza ad atto.

– Le piace l’idea di una nuova task force per attuare il Recovery Plan?

– Il problema non è soltanto l’ennesima task force. La verità è che Conte è pericoloso. Ieri ha svuotato il Parlamento, oggi svuota il governo. Siamo una repubblica parlamentare e il premier si sta approfittando della debolezza di tutti. Si sta avvalendo di un’Italia impaurita e di una serie di prassi che non stanno né in cielo né in terra. Dispiace che il presidente della Repubblica invece di essere garante della Costituzione, sia diventato garante di questi metodi.

– Si riferisce anche ai 70mila uomini schierati per controllare gli spostamenti degli italiani a Natale?

– Quando a gennaio partiranno i licenziamenti cosa faranno? Schiereranno l’esercito contro le persone che avranno perso il lavoro? Invece di impiegarli per presidiare le cene di Natale, li mandassero a presidiare i confini o le nostre città.

– A proposito, che ne pensa della cancellazione dei decreti sicurezza?

– Ho votato i decreti sicurezza dello scorso governo e penso che si dovrebbe andare avanti su quella linea. Non vedo perché in questa fase si debba rivedere il concetto di difesa dei confini. Non c’è più tempo per far arrivare disperati in un’Italia che deve essere ricostruita. Non c’è spazio per una solidarietà che diventa una bomba atomica.

– Lo farà il vaccino anti-Covid?

– Io non faccio nessun vaccino senza avere le informazioni e senza avere la garanzia della trasparenza. Non credo al vaccino come un valore sacro. Il vaccino è un prodotto farmaceutico e ad oggi non c’è nessuna trasparenza sui contratti che si stanno firmando. Questa è una sperimentazione vaccinale, fatta con dei soldi pubblici destinati ad una multinazionale che non ti dice nulla del suo brevetto perché è suo. L’unica cosa vera di questo Covid è la segretezza. E i negazionisti sono i figli di questa impostazione.

– Pensa che diventerà obbligatorio?

– Hanno già reso obbligatori tanti altri vaccini. Stanno iniziando a giocare con le parole, a dire che ‘non sarà obbligatorio’ ma che ci vorrà il patentino. Qualcuno ha tirato in ballo addirittura il “trattamento sanitario obbligatorio”. Penso che qui a doversi sottoporsi a Tso dovrebbe essere qualche ministro di questo governo.

 

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